Perché ho fatto fantabro
Per anni ho fatto l'asta con un foglio di calcolo. Funzionava, e ce l'ho ancora. Quello che volevo era lo stesso foglio, ma con i superpoteri. A un certo punto ho smesso di aspettare che lo scrivesse qualcun altro.
Il foglio che c'era prima
Il file pesava sei megabyte. Dentro c'erano anni di formule mie, colonne nascoste che non ricordavo più a cosa servissero, e due o tre schede che non aprivo per paura di rompere qualcosa.
Però faceva il suo lavoro. Sapevo quanto potevo offrire, quanto avevano speso gli altri, quanto mi restava per reparto. Il problema era come ci arrivavo: saltando da una scheda all'altra, filtrando a mano, e con il timore costante di sistemare male una cella e mandare all'aria una formula nel mezzo dell'asta.
Chi ci è passato sa di cosa parlo. Il banditore dice un nome, parte il conto, e hai pochi secondi per decidere se quel giocatore per te vale 40 o 60. In quei secondi non ti metti a cercare dentro un foglio di calcolo: o il numero ce l'hai già davanti, o vai a sensazione. E io andavo a sensazione più spesso di quanto mi faccia piacere ammettere.
Perché è così essenziale
La prima cosa che ho deciso è cosa non ci sarebbe stato dentro.
In giro ci sono strumenti per il fantacalcio fatti bene, e non ho niente da dire contro nessuno. Quasi tutti però puntano anche a essere divertenti: colori, icone, animazioni, schermate piene di cose che si muovono. È una scelta legittima e a molti piace. A me, la sera dell'asta, crea confusione.
Quando il banditore chiama un nome ho pochi secondi e mi serve un numero. Tutto quello che non è quello che mi serve è tempo perso. Non è una questione di gusto: l'attenzione è la cosa che scarseggia di più in quella stanza, e un'interfaccia può farmela risparmiare o farmela buttare.
Così fantabro assomiglia più a uno strumento di lavoro che a un gioco. Fa quello che serve davvero durante l'asta e lascia fuori i fronzoli. Poche cifre, sempre nello stesso posto, leggibili di sfuggita. L'idea è che dopo due o tre giocatori tu non debba più cercare niente: sai già dove guardare, e ci guardi mentre ascolti la stanza.
Se ti piacciono le app colorate e piene di effetti, fantabro ti sembrerà spartano e va benissimo così: è fatto per chi preferisce andare dritto al punto.
L'asta ti fa fare cose stupide
Questa è la parte per cui l'ho fatto davvero.
A luglio ti innamori di un giocatore. A settembre lo paghi venti crediti più del dovuto, e lo sai mentre lo stai facendo. Oppure ti soffiano l'attaccante che avevi in testa da un mese, e nei tre minuti dopo compri il primo che passa, pagandolo male, solo per non restare indietro.
Non è una questione di essere bravi o distratti. È che l'asta è rumorosa, veloce e piena di gente che ti guarda, e in quelle condizioni la testa prende scorciatoie. A me succede.
Volevo qualcosa che mi togliesse un po' di emotività dalle mani. Non che decidesse al posto mio: che mi mettesse sotto gli occhi le due o tre cose che, se le guardassi con calma, deciderei diversamente.
Non farsi intrappolare dagli obiettivi
Preparare una lista è giusto e la preparo anch'io. Comprare solo dalla lista è il modo più caro di fare un'asta.
Il motivo è semplice. I giocatori che hai segnato li hai studiati tu, ma li ha studiati anche qualcun altro, e all'asta ci arrivate insieme. Quelli li paghi tutti pieni. Intanto, mentre difendi i tuoi tre nomi, passano giocatori che nessuno aveva in lista e che se ne vanno per niente.
Da quando ho provato a fare un'asta più agnostica spendo meglio. Non «compro chi voglio», ma «compro dove conviene, chiunque sia». Per farlo però bisogna sapere in tempo reale cosa conviene, e questo a mano non si fa: dovresti avere un prezzo di riferimento per cinquecento giocatori e non per i venti che hai cerchiato.
Per questo fantabro mostra il prezzo e il tuo tetto per chiunque venga chiamato, non solo per i tuoi obiettivi. Metà delle volte la risposta è «lascia perdere». È l'altra metà che paga l'asta.
Quando salta il piano
Non ho mai visto un'asta andare come era stata preparata. Salta sempre qualcosa: parte un'asta folle sul primo portiere e i prezzi si alzano per tutti, oppure due squadre si scannano su un difensore e da lì in poi i conti che avevi fatto a casa non valgono più.
In quel momento non serve un piano nuovo. Serve capire in trenta secondi cos'è cambiato: quanto ti resta davvero, quali caselle sono ancora vuote, e se stasera si sta pagando più o meno del solito. Con quei tre numeri davanti, cambiare priorità è una decisione che prendi. Senza, è panico.
Così è nato fantabro
Per tutte queste ragioni, a un certo punto ho preso il mio vecchio foglio di calcolo e ho deciso di trasformarlo in un'applicazione vera. Non solo per me: mi sembrava giusto metterla a disposizione di chi l'asta se la prepara sul serio, come faccio io.
È gratis, non chiede registrazione e i file restano nel tuo browser. Non è generosità: l'ho fatto per me e per la mia lega, e tenerlo chiuso non mi avrebbe portato niente se non un po' di lavoro in più.
È ancora una beta, quindi cambia spesso e ogni tanto qualcosa non torna. Se lo provi e trovi un numero che non ti convince, scrivimi: metà delle cose che funzionano bene adesso sono lì perché qualcuno mi ha detto che non funzionavano.
Se vuoi vedere com'è fatto, la guida spiega ogni numero in due minuti. Oppure apri l'asta e caricaci il listone: si capisce prima provandolo che leggendone.